LE DETRAZIONI RISCHIANO UNA RIDUZIONE DI OLTRE IL 30%
CNA SUL PIEDE DI GUERRA, NIENTE TAGLI AGLI INCENTIVI SULLE RISTRUTTURAZIONI E SUL RISPARMIO ENERGETICO
FANNO BENE ALLE IMPRESE ARTIGIANE DELAL FILIERA DELL’EDILIZIA E ALLE FAMIGLIE
Il bonus sulle ristrutturazioni delle abitazioni compie 18 anni. Un provvedimento nato dal governo Prodi, nel 1997 al quale si affiancato successivamente l’ecobonus. Nel corso degli anni si è dimostrato uno strumento vincente sul versante degli investimenti che ha consentito di portare ossigeno alle imprese artigiane della filiera dell’edilizia attanagliate da anni da una profonda crisi. La detrazione oggi è fissata al 65% per gli interventi di risparmio energetico. Dal 2016, saranno drasticamente ridimensionate: detrazione ridotta al 36% e importi massimi di spesa a soli 48.000 euro. Uno studio della CNA ha messo in luce l’effetto positivo di tali provvedimenti: dal primo gennaio 2011 a febbraio 2015. Cifre consistenti: circa 16 miliardi nel 2001, più di 19 miliardi nel 2012, 30 miliardi e 373 milioni nel 2013, 27 miliardi e 725 milioni nel 2014 e quasi 3 miliardi nel primi due mesi del 2015. CNA chiede al Governo di stabilizzare l’ecobonus poiché risulta strategico per le imprese e le famiglie per il risparmio energetico e questo vale per il bonus per le ristrutturazioni edilizie negli edifici. Per CNA l’ecobonus e incentivi alle ristrutturazioni vanno lasciati immutati e va introdotta la possibilità di cessione del credito fiscale alle banche finanziatrici. Mentre si devono correggere la ritenuta d’acconto dell’8% sui bonifici. Si tratta di una tassa assurda e ingiustificata.