La prima casa va liberata dal fisco e il progetto del Governo va nella direzione giusta. Ma non possiamo tuttavia non ricordare che la medaglia d’oro dell’incremento della tassazione sugli immobili, rispetto alla vecchia ICI, va agli immobili strumentali delle imprese. Per questo motivo la riorganizzazione della tassazione locale, cioè la nuova “service tax” dovrà dare una risposta chiara e consistente anche alle imprese. Insieme al taglio dell’IRES per dare risposte, immediate e tangibili, anche al mondo delle partite IVA che reinvestono gli utili nella propria impresa, bisogna introdurre la nuova IRI, arrivando a una tassazione proporzionale, molto bassa, per chi lascia gli utili nell’impresa. Ma l’IMU sugli immobili strumentali è ancora più ingiusta se consideriamo che gli immobili delle imprese subiscano un’ulteriore tassazione attraverso la quasi totale non deducibilità dell’IMU dal reddito d’impresa e dall’IRAP. Non è più rinviabile una risposta chiara: occorre tagliare l’IMU sugli immobili strumentali delle imprese o, come percorso alternativo arrivare alla deducibilità completa di questo del tributo comunale dal reddito d’impresa e dalla base imponibile IRAP. Le imprese non possono più pagare IRPEF, IRES ed IRAP, su un tributo percepito da tutti come ingiusto, perché applicato a un immobile produttivo e non patrimoniale.
MASSIMO RANDON
PRESIDENTE
CNA-MANTOVA