Cna parrucchieri ed estetiste sul piede di guerra: la chiusura in zona rossa rappresenta una condanna di morte. Via libera all’esercito degli abusivi

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Cna parrucchieri ed estetiste sul piede di guerra: la chiusura in zona rossa rappresenta una condanna di morte. Via libera all’esercito degli abusivi

Cna sul piede di guerra:è diventata intollerabile la totale disattenzione del Governo nei confronti delle imprese di acconciatura ed estetica. Nel mantovano i parrucchieri e barbieri sono ben 805; mentre le estetiste 341. Sono incomprensibili – spiega il Direttore Elisa Rodighiero – le disposizioni contenute nel Dpcm del 2 marzo, relativamente alle zone rosse, che hanno confermato la chiusura dei centri estetici e addirittura revocato l’autorizzazione all’apertura dei saloni di acconciatura, concessa dagli ultimi decreti. L’estensione delle zona rossa in Lombardia e in gran parte del territorio nazionale ha provocato negli operatori del settore benessere profondo malessere e la sensazione che il Governo si disinteressi del tutto alla loro condizione. Il settore, a tutela di clienti e dipendenti, si è dotato di tutte le garanzie necessarie a riaprire saloni di acconciatura e centri estetici nella massima sicurezza, rispettoso delle più rigorose norme e procedure igienico-sanitarie afferma la Rodighiero. Tali imprese garantiscono, la massima sicurezza anche per le modalità di svolgimento dell’attività: lavorando su appuntamento, non generano assembramenti. La chiusura delle attività legali, inoltre, sta provocando – denuncia la Rodighiero – il dilagare dell’abusivismo. Con la rischiosa conseguenza che, proprio a causa degli abusivi che operano indisturbati, senza rispettare alcun tipo di protocollo o misura di sicurezza, il virus possa diffondersi largamente e con rapidità. Nel frattempo le imprese regolari stanno facendo i conti con una drammatica situazione finanziaria. Da un recente studio sui fatturati delle imprese, condotto dalla CNA emerge che nel 2020 il 94% delle imprese di acconciatura ed estetica ha registrato una perdita media di fatturato pari al 25% rispetto al 2019. Di queste imprese solo una su cinque potrebbe ricevere i nuovi contributi a fondo perduto previsti dal Decreto Sostegni se fosse mantenuta l’attuale soglia del 33% di perdita del fatturato. In tal caso, per le imprese di acconciatura ed estetica si profilerebbe, oltre al danno, anche la beffa di non vedersi riconosciuto il risarcimento. Imporre la chiusura delle attività – conclude la Rodighiero – rappresenta una condanna a morte per l’intero settore. Le imprese non riusciranno a resistere ancora per molto e la disperazione potrebbe scivolare lungo una china pericolosa. CNA chiede al Governo segnali immediati di attenzione, modificando le modalità per ottenere i contributi a fondo perduto e permettendo ad acconciatori ed estetiste di riprendere la propria attività anche in zona rossa.

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Cna sul piede di guerra:è diventata intollerabile la totale disattenzione del Governo nei confronti delle imprese di acconciatura ed estetica. Nel mantovano i parrucchieri e barbieri sono ben 805; mentre le estetiste 341. Sono incomprensibili – spiega il Direttore Elisa Rodighiero – le disposizioni contenute nel Dpcm del 2 marzo, relativamente alle zone rosse, che hanno confermato la chiusura dei centri estetici e addirittura revocato l’autorizzazione all’apertura dei saloni di acconciatura, concessa dagli ultimi decreti. L’estensione delle zona rossa in Lombardia e in gran parte del territorio nazionale ha provocato negli operatori del settore benessere profondo malessere e la sensazione che il Governo si disinteressi del tutto alla loro condizione. Il settore, a tutela di clienti e dipendenti, si è dotato di tutte le garanzie necessarie a riaprire saloni di acconciatura e centri estetici nella massima sicurezza, rispettoso delle più rigorose norme e procedure igienico-sanitarie afferma la Rodighiero. Tali imprese garantiscono, la massima sicurezza anche per le modalità di svolgimento dell’attività: lavorando su appuntamento, non generano assembramenti. La chiusura delle attività legali, inoltre, sta provocando – denuncia la Rodighiero – il dilagare dell’abusivismo. Con la rischiosa conseguenza che, proprio a causa degli abusivi che operano indisturbati, senza rispettare alcun tipo di protocollo o misura di sicurezza, il virus possa diffondersi largamente e con rapidità. Nel frattempo le imprese regolari stanno facendo i conti con una drammatica situazione finanziaria. Da un recente studio sui fatturati delle imprese, condotto dalla CNA emerge che nel 2020 il 94% delle imprese di acconciatura ed estetica ha registrato una perdita media di fatturato pari al 25% rispetto al 2019. Di queste imprese solo una su cinque potrebbe ricevere i nuovi contributi a fondo perduto previsti dal Decreto Sostegni se fosse mantenuta l’attuale soglia del 33% di perdita del fatturato. In tal caso, per le imprese di acconciatura ed estetica si profilerebbe, oltre al danno, anche la beffa di non vedersi riconosciuto il risarcimento. Imporre la chiusura delle attività – conclude la Rodighiero – rappresenta una condanna a morte per l’intero settore. Le imprese non riusciranno a resistere ancora per molto e la disperazione potrebbe scivolare lungo una china pericolosa. CNA chiede al Governo segnali immediati di attenzione, modificando le modalità per ottenere i contributi a fondo perduto e permettendo ad acconciatori ed estetiste di riprendere la propria attività anche in zona rossa.