Acconciatura ed estetica, sostegni con il contagocce. La denuncia della CNA: criteri da cambiare o il 70% verrà escluso”

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Acconciatura ed estetica, sostegni con il contagocce. La denuncia della CNA: criteri da cambiare o il 70% verrà escluso”

Il Decreto Sostegni per l’erogazione dei contributi a fondo perduto rischia di non coprire gran parte delle attività di estetica e acconciatura. Lo ha segnalato la CNA al Governo. CNA  chiede  al Governo di modificare i criteri previsti nel Decreto sostegni per l’erogazione dei contributi a fondo perduto. Dall’analisi sulla contabilità delle imprese associate emerge che il 94% delle attività di acconciatura ed estetica ha accusato l’anno scorso una perdita media del fatturato del  30/40 % Con la soglia del 30% del calo dei ricavi soltanto 28 imprese su 100 potranno accedere al contributo, una evidente discriminazione nei confronti di migliaia di imprese. Ampliare la platea dei beneficiari e incrementare la dotazione di risorse per gli indennizzi rappresentano l’unica risposta allo stato di incertezza e di malessere delle imprese artigiane del benessere –conclude  la Rodighiero-  e per scongiurare la condanna a morte di molte attività di un settore che, solo mantovano tra parrucchieri ed estetiste conta   1. 256 imprese  artigiane.

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Il Decreto Sostegni per l’erogazione dei contributi a fondo perduto rischia di non coprire gran parte delle attività di estetica e acconciatura. Lo ha segnalato la CNA al Governo. CNA  chiede  al Governo di modificare i criteri previsti nel Decreto sostegni per l’erogazione dei contributi a fondo perduto. Dall’analisi sulla contabilità delle imprese associate emerge che il 94% delle attività di acconciatura ed estetica ha accusato l’anno scorso una perdita media del fatturato del  30/40 % Con la soglia del 30% del calo dei ricavi soltanto 28 imprese su 100 potranno accedere al contributo, una evidente discriminazione nei confronti di migliaia di imprese. Ampliare la platea dei beneficiari e incrementare la dotazione di risorse per gli indennizzi rappresentano l’unica risposta allo stato di incertezza e di malessere delle imprese artigiane del benessere –conclude  la Rodighiero-  e per scongiurare la condanna a morte di molte attività di un settore che, solo mantovano tra parrucchieri ed estetiste conta   1. 256 imprese  artigiane.